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I parametri dell’acqua

 

PARAMETRI MICROBIOLOGICI

I parametri microbiologici assumono particolare rilievo nella determinazione della qualità delle acque.


 

Consigli utili:
Per preservare la purezza dell’acqua far effettuare da personale idoneo un controllo periodico alle interconnessioni condominiali che possono venire intaccate o fessurate dagli scavi o sconnesse da sovraccarichi stradali non previsti, favorendo infiltrazione di contaminanti.
Inoltre, occorre vigilare costantemente sull’impianto casalingo, verificando sempre le tubazioni in presenza di macchie d’umido sulle pareti. Fare poi estrema attenzione nel caso in cui siano installati filtri meccanici, a carbone attivo o di altro genere. Questi, se non perfettamente puliti, possono fare da substrato ad una proliferazione di microrganismi e  alghe.

PARAMETRI FISICI
L’acqua deve rispondere a determinati requisiti dal punto di vista fisico quali la torbidità, il residuo secco a 180°C e la conducibilità. 
Essi, oltre a rappresentare elementi utili per indicare la qualità dell’acqua, danno indicazioni sulla gradevolezza e sulla sua capacità di soddisfare i sensi. Una elevata torbidità oltre a diminuire la gradevolezza dell’acqua, può rendere difficoltoso e poco efficace la disinfezione che usualmente viene effettuata a conclusione del processo di  potabilizzazione dell’acqua o, in caso di acque non trattate, prima della sua immissione nella grande distribuzione. 
Il residuo secco è ciò che rimane dopo l’evaporazione dell’acqua stessa e dà una misura assoluta del suo contenuto salino e può essere determinata a varie temperature.

PARAMETRI CHIMICI
L’acqua destinata al consumo umano è soggetta ad una serie di analisi  allo scopo di accertarne la potabilità secondo le modalità e le frequenze previste dalla normativa vigente. I controlli vengono effettuati sia prima di immetterla in condotta che lungo le reti di distribuzione.
Sono di seguito riportati alcuni dei parametri, con le relative unità di misura ed i limiti previsti sia dalla legislazione europea che da quella nazionale.


pH: è una grandezza che indica quanto un’acqua è acida o basica: il valore indicato in normativa è compreso tra 6,5, caratteristico di acque acide e 9,5, corrispondente ad acque basiche. a titolo di esempio è acida un’acqua contenente succo di limone ed è basica una contenente ammoniaca o soda.

Conducibilità elettrica: è la misura della capacità di condurre corrente di un’acqua contenente dei Sali disciolti (ioni). Tanto più elevata è la concentrazione degli ioni, tanto maggiore sarà la conducibilità. Tale grandezza pertanto può essere correlata con il residuo fisso.

Cloruri: importanti per l’organismo umano, contribuiscono alla attività osmotica dei fluidi cellulari. Il cloruro aumenta la conducibilità elettrica delle acque, se presente in elevate concentrazioni dà sapidità all’acqua e può aumentare le caratteristiche corrosive. Il limite è di 250 mg/l.

Fluoruri: il fluoro è un elemento essenziale per l’uomo e per gli animali. A basse concentrazioni presenta effetti protettivi verso la carie dentale specialmente nei bambini. Tuttavia concentrazioni elevate, se ingerite per lungo tempo, possono causare la fluorosi con effetti negativi a carico dei denti e delle ossa. Il valore di legge è di 1,50 mg/l.

Ammonio: può derivare dall’attività antropica o dalla geologia dei terreni; nelle acque potabili non deve essere presente in concentrazione superiore a 0,5 mg/l. viene biodegradato nell’ambiente ed è pertanto correlato a nitrati e nitriti. Il valore in normativa è di 0,50 mg/l.

Nitrati: l’inquinamento da nitrati è originato da allevamenti, fertilizzanti agricoli e rifiuti industriali o fogne. I nitrati hanno un’altissima affinità con l’acqua, perché sono molto solubili e si diffondono rapidamente in una falda. In Italia la loro origine è prevalentemente agricola, ma in molti casi anche fognaria. Dove la rete fognaria è in cattivo stato o in zone dove abbondano fosse biologiche e altre forme di dispersione dei liquami, può verificarsi una contaminazione della falda o di alcuni pozzi. Prendono va lori negativi i campioni con più di 25 mg/l di nitrati. Questo parametro non è però limitante sul giudizio globale, visto che nessun campione si avvicina pericolosamente al limi te di legge.

Calcio: deriva dal discioglimento delle rocce calcaree. E’ il minerale più diffuso nell’organismo ed è un elemento indispensabile alla vita, infatti è fondamentale per la crescita delle ossa e per la formazione dei denti. Con l’acqua si apporta un contributo importantissimo al fabbisogno quotidiano di calcio. L’acqua ricca di calcio è consigliata durante la gravidanza, nell’età della crescita e nella prevenzione dell’osteoporosi; il suo impiego non ha controindicazioni in caso di malattie cardiovascolari.

Magnesio: è un altro elemento indispensabile all’organismo umano poiché entra a far parte dei sistemi metabolici; la sua carenza può ridurre il tono muscolare e causare crampi. Il magnesio si trova in quasi tutti gli alimenti e anche l’acqua contribuisce al fabbisogno giornaliero in quanto il magnesio in forma solubile è facilmente biodisponibile. Nei casi in cui viene svolta un’attività fisica intensa che comporta aumento della sudorazione è necessario un apporto supplementare di magnesio, un eccesso porta l’acqua ad avere proprietà lassative.

Sodio: è un elemento essenziale per la vita, molto importante per il metabolismo umano: serve al mantenimento del bilancio idrico e alla regolazione osmotica tra i compartimenti intra ed extra cellulari. Se assunto in eccesso è dannoso, infatti è fattore di rischio nell’ipertensione arteriosa. Lo ingeriamo abbondantemente con i cibi sotto forma di comune sale da cucina. La normativa prevede un limite di 200 mg/l.

Potassio: anch’esso è un elemento indispensabile per l’organismo umano; entra nelle reazioni cellulari ed è importante per la conducibilità dello stimolo nel sistema nervoso.

Durezza: è una grandezza che esprime il contenuto totale di carbonati di calcio e magnesio. Si esprime in gradi francesi (°F). È in base alla durezza che le acque vengono classificate da dolci (<15°F) a dure (>30°F). La durezza dell’acqua non ha effetti negativi sulla salute, è più un problema per le incrostazioni di elettrodomestici. Solo al di sopra di certi valori (per esempio 50°F), il sapore e l’odore dell’acqua diventano cattivi.

Residuo fisso: è il parametro che esprime la mineralizzazione dell’acqua, cioè il quantitativo dei sali in essa disciolti (sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruri, solfati e bicarbonati). Quasi tutte le acque del rubinetto sono classificabili come “oligominerali”.

Metalli indesiderati: valori di alluminio, arsenico, cromo, nichel e piombo. Le acque delle falde della provincia di Mantova sono caratterizzate dalla presenza di arsenico, che non deriva da inquinamento superficiale ma viene rilasciato dai sedimenti locali di natura torbosa/argillosa.

Acqua e durezza
Il calcio è componente principale della durezza ed è indispensabile alla crescita e alla solidità delle ossa. Il latte e il formaggio forniscono la maggior parte del fabbisogno giornaliero, l’acqua di rubinetto contribuisce al fabbisogno alimentare. Le nostre acque hanno un contenuto di calcio adeguato ad una corretta alimentazione per le persone sane e di qualunque età, non sono in nessun caso acque con durezza elevata e mai superiori al valore massimo indicato nella normativa di 50° F; rimangono quindi nell’intervallo consigliato di durezza, come sopra riportato. Il calcio disciolto nell’acqua, se riscalda a temperatura maggiore di 60° C può precipitare provocando formazione di calcare che si rende visibile come pellicola polverosa sul pelo dell’acqua o come depositi sulle apparecchiature domestiche. Un eventuale addolcimento dell’acqua è sconsigliato per uso alimentare e può essere previsto solo per gli apparati domestici, il trattamento deve essere affidato a specialisti che ne assicurino una corretta manutenzione. Anche per l’impiego di detersivi è necessario conoscere la durezza in modo da regolarne correttamente la quantità.

Acqua e cloro
Acqua e disinfettante: aprendo il rubinetto talvolta si avverte l’odore del disinfettante (biossido di cloro) aggiunto all’acqua per la sicurezza igienico-sanitaria in tutta la rete di distribuzione all’utenza e garantisce che la qualità sia mantenuta in ogni punto. 
Nei paesi in via di sviluppo, dove la disponibilità dell’acqua è scarsa e non sempre quella distribuita è potabilizzata, è molto elevato il rischio di malattie a trasmissione idrica, quali salmonellosi ed anche colera. E’ pertanto di fondamentale importanza che la disinfezione dell’acqua sia effettuata in modo corretto ed efficace prima della messa in distribuzione e che la qualità sia mantenuta in tutta la rete cittadina.