Teaspa

Trattamento delle acque

 

Estratto da Enciclopedia del Novecento – Ven Te Chow – Edito dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Treccani

Se la quantità di sostanze solide disciolte nell’acqua eccede 1.000 ppm, l’acqua viene classificata come “acqua salata”. Le acqua salmastre contengono da 1.000 a 10.000 ppm. La quantità media nelle acque del mare è di circa 35.000 ppm. Per l’addolcimento delle acque salmastre s’impiegano solitamente metodi di “elettrodialisi” e di “scambio di ioni”.

Per dissalare l’acqua del mare vi sono vari processi. Quelli più largamente in uso si basano sull’evaporazione o la distillazione dell’acqua, secondo un adattamento tecnico dello stesso processo naturale con cui si ottiene l’acqua dolce del mare. Il sistema maggiormente in uso, quanto a numero di impianti, è quello ad “evaporazione rapida a più stadi”. L’acqua marina, riscaldata a circa 120°, passa in una camera pressurizzata da una pressione di poco inferiore a quella del punto di ebollizione dell’acqua. A questa pressione ridotta, parte dell’acqua evapora rapidamente e si condensa quindi per dare acqua dolce.

Altri procedimenti di dissalazione di grande interesse potenziale sono il congelamento sotto vuoto, l’osmosi inversa e la conversione per via chimica. Col procedimento di “congelamento sotto vuoto”, l’acqua di mare raffreddata viene immessa in una camera di congelamento, mantenuta a pressione ridotta. Parte dell’acqua evapora, assorbendo calore dalla parte restante. Poiché la temperatura è già vicina la punto di congelamento, si formano dei cristalli di ghiaccio, che costituiscono uno strato di brina, da cui si può ottenere acqua dolce. Nel procedimento per “osmosi inversa” l’acqua marina è posta ad una pressione superiore a quella osmotica sua propria: l’acqua dolce filtra allora attraverso una membrana osmotica.

Anche “la conversione per via chimica” può assumere grande importanza nei processi atti ad ottenere acqua dolce dal mare. Il procedimento più noto è quello che va sotto il nome di “scambio ionico” il quale sembra ben promettere per il trattamento delle acque salmastre. Il costo di questi procedimenti sarà nel futuro il punto chiave per la dissalazione delle acque. Al momento attuale, i costi sono così elevati che la dissalazione viene limitata a quei casi in cui il costo dell’acqua ottenuta da altre fonti sia enormemente alto o in cui l’acqua dolce non sia praticamente ottenibile. La dissalazione troverà comunque impiego frequente per il rifornimento d’acqua quando i suoi costi si abbasseranno, in seguito al miglioramento della tecnologia.

Un altro modo importante e assai pratico per il trattamento delle acque consiste nel rinnovamento e nella riutilizzazione delle acque di scarico cittadine.

Se si guarda al futuro, si può dire che gran parte dell’umanità sta muovendosi da un’economia d’abbondanza d’acqua ad una di carenza. La carenza d’acqua può manifestarsi in una certa regione geografica o si potrà avvertire un deterioramento qualitativo dell’acqua. Questa carenza è determinata largamente dal cattivo uso e dalla cattiva amministrazione delle riserve.
Per conservare l’acqua, l’uomo dovrà vivere in futuro in modo diverso: dovrà conservare e riutilizzare la quantità d’acqua disponibile e non dovrà sprecare né inquinare le riserve. Nella società contemporanea l’acqua è un prodotto: dovrebbe perciò essere considerata alla stregua di un manufatto che richiede manutenzione ed investimento di capitali per l’espansione ed il miglioramento. Essa è anche un capitale preso in prestito che dev’essere restituito in condizioni tali da poter essere riutilizzato. Se non ci si convince di questa verità, forse veramente un giorno l’acqua verrà a scarseggiare.