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Tutela normativa

 

In Europa, nell’ambito dei programmi di protezione dell’ambiente il legislatore ha sottolineato che, per migliorare la qualità della vita e raggiungere uno sviluppo sostenibile, è fondamentale garantire una fornitura sufficiente di acqua di qualità adeguata e destinata a qualsiasi uso. 

Per l’evidente rapporto tra salute umana e uso dell’acqua è indispensabile, non solo in ogni singolo Stato ma in tutta la Comunità europea, garantire una elevata qualità dell’acqua destinata al consumo umano con l’obiettivo prioritario di protezione della salute e per il benessere dei cittadini.

Questo è stato realizzato con una serie di direttive, tra le quali la Direttiva del Consiglio n. 75/440/CEE del 16 giugno 1975, la Direttiva n. 79/869/CEE del 9 ottobre 1979, riguardanti la tutela delle acque superficiali destinate a scopo potabile ed, infine, la Direttiva del consiglio 80/778/CEE del 15 luglio 1980 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, la cosiddetta ‘direttiva sull’acqua potabile’ con la quale per la prima volta sono stati fissati una serie di requisiti obbligatori per la qualità dell’acqua potabile validi per tutta la Comunità Europea che tutti gli Stati devono rispettare per ribadire le raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa il rapporto fra salute umana e uso dell’acqua.

L’Italia ha recepito tali direttive con il D.P.R. del 3 luglio 1982 n. 515, con il Decreto ministeriale del 15 febbraio 1983, con il D.P.R. del 24 maggio 1988 n. 236 e con il Decreto Legislativo n. 31 del 2001. Nei tre allegati di quest’ultimo decreto sono indicati i requisiti di qualità delle acque destinate al consumo umano secondo 62 parametri fisici, chimico-fisici, chimici e microbiologici stabilendo frequenze minime di controllo e metodi analitici di riferimento. Per la maggior parte dei parametri vengono inoltre stabiliti i Valori di Parametro, cioè dei valore di riferimento per una migliore qualità dell’acqua.